LA VOCE DEL MILAN

di Carlo Pellegatti

Ho visto un’altra partita, ho visto un’altra tribuna. Non sono d’accordo con le critiche pesanti, con i voti, che ho letto anche su questo sito (MilanNews.it), che riguardano la prestazione del Milan, a Barcellona. I rossoneri, nel primo tempo, non hanno concesso un tiro in porta ai campioni catalani, grazie ad una difesa che ha visto la totale concentrazione dei due sempre contestati centrali difensivi, Mexes e Zapata. Ad Abate, che ha impedito gli spunti di Neymar, ad  Emanuelson, che ha circoscritto le accelerazioni di Dani Alves e di Sanchez. Splendido il lavoro di De Jong  catalizzatore di tanti palloni, aiutato dal gioco totale di Montolivo. Quanto a spirito, a compattezza, a concentrazione, un Milan che mi è piaciuto molto.Una squadra insomma che dimostra di essere ancora ben unita al suo allenatore, tesa a superare il momento di crisi, in campionato. Mi conforta, sugli episodi, che sono risultati decisivi, il titolo ed il sommario di Tuttosport: ”Barca + Arbitro, Milan ancora ko – Un rigore fantasma e un gol in fuorigioco spianano la strada ai catalani“. Ho urlato “Verguenza!”, sì, “Vergogna” alla decisione del direttore di gara, che ha punito il tocco di Abate, con  Neymar a terra, dopo una torsione scopadea. Come invidio la sicurezza di coloro che hanno definito “teatrale” la caduta di Balotelli ad Amsterdam, sicuri che l’attaccante milanista abbia ingannato l’arbitro, mentre oggi  urlano al rigore netto sul contatto tra “Telepass” e il brasiliano. La seconda rete nasce da una posizione irregolare di Busquets. Al Camp Nou, fin dai tempi della decisione dell’arbitro olandese Kuyper, che fischia il calcio di rigore prima che la palla sia calciata dall’angolo, un record mondiale, il Milan non è mai fortunato e ripenso, con un sospiro, alle parole di Mourinho! Se il primo tempo si fosse chiuso con la porta del Milan inviolata, i giudizi sarebbero stati ben differenti. Come differenti le opinioni sulla partita persa contro la Fiorentina, match che aveva visto, nei primi quarantacinque minuti, i rossoneri tirare una volta in porta. Stesso numero di conclusioni dei viola, però, favoriti solo dall‘autorete di Muntari. Nella ripresa, contro i catalani, certo gli uomini di Allegri, pur un poco più attivi in attacco, hanno sofferto molto negli ultimi sedici metri,  salvati da un altro giocatore, che non sembra più di moda, ma si dimostra sempre reattivo e forte nelle occasioni che contano. Parlo di Christian Abbiati che, grazie ad una grande parata ed al solito formidabile riflesso, ha evitato che il Barcellona deflagrasse. Insomma, nel complesso della partita, senza tema di smentita, è stato comunque un Milan che ha patito meno che in occasione del pareggio per 2-2, con rete finale di Thiago Silva. Lo dimostra anche la differenza, non abissale, nel possesso palla.

Sono  davanti alla televisione, quando il Milan, futuro Campione d’Europa, non passa quasi la metà capo a Glasgow, partita regalata alla storia grazie al contropiede di Pierino Prati. Sono  a Manchester, quando il Ragno Nero diventa un eroe contro i Diavoli Rossi, che schiacciano i rossoneri, imprigionati nella loro area per tutti i novanta minuti. Non dimentico il freddo e la neve di Brema, quando gli uomini di Capello vengono salvati dalle prodezze indimenticabili dell’ultimo baluardo, un formidabile  Sebastiano Rossi. Quindi non solo mercoledì, nella sua storia, il Milan ha patito la forza degli avversari, anche quando ha messo in campo una squadra di più alta caratura rispetto a quella attuale. Certo mi piacerebbe vedere i Ragazzi che impongano il loro gioco, come tradizione atavica rossonera, ma mi rendo conto quale fase della storia stia passando il club milanista, una fase già attraversata nel passato. Invito, a chi ne abbia voglia e tempo, ad andare a rileggere i commenti, dopo l’eliminazione da parte del Marsiglia, nella stagione 90-91. “Milan bollito“, “E’ finita un’era!” erano i commenti di 22 anni fa. Che cosa sia successo negli anni seguenti, lo si può vedere nella bacheca della nuova sede del Milan. Quindi calma e fiducia, magari non per l’immediato futuro ma, a lungo termine, rimango ottimista e sicuro di nuovi successi, grazie a questa proprietà che si è sempre dimostrata vincente.

Per quanto riguarda la seconda…partita, quella tra Adriano Galliani e Barbara Berlusconi, penso di saperne molto di più rispetto a tanti, perché vi era una camera di Mediaset,  “dedicata” alla tribuna d’onore. Ho quindi potuto seguire, quasi minuto per minuto, le sensazioni, le emozioni, i brividi vissuti nel palco di Barcellona. Che si debba parlare, a tutti i costi, di freddezza, dopo quello che è successo domenica sera, sembrava quasi scontato. Invece i due poco… dirigenti e tanto tifosi, pur con atteggiamenti diversi, hanno parlato a lungo, si sono scambiati impressioni ed emozioni, sulla tribuna del Camp Nou. La Passione e l’Amore per il Milan contraddistinguerà, ne sono certo, ogni futuro rapporto tra Adriano Galliani e Barbara Berlusconi. Per non perdere le conoscenze e l’esperienza di uno dei dirigenti di calcio più apprezzati, a livello mondiale. Per non sottovalutare l’importanza di una ventata di aria nuova, fresca, entusiasta, che possa portare una giovane dirigente appassionata, orgogliosa per il nome che porta, fiera di aiutare, in un momento difficile, la squadra per la quale batte il suo cuore. Un cocktail forte e stimolante, che sono sicuro, visto la comune intelligenza e il comune amore verso i colori rossoneri, aiuterà  certamente il Milan a tornare lassù, dove tutti i tifosi milanisti  lo vogliono e lo amano.

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