LA FOTOGRAFIA DELLA 13ESIMA GIORNATA A FORTI TINTE BIANCONERE

Anticipi del sabato dalle tinte forti.
Il Chievo si aggiudica il derby al 92′ dopo un match tiratissimo, preparato alla perfezione, sia dal punto di vista tattico che mentale, da Eugenio Corini e interpretato al meglio dai suoi giocatori, Rigoni e compagni hanno imbrigliato le star dell’Hellas e colpito nel finale con l’accoppiata Hetemaj-Lazarevic, per lo sloveno primo gol in Serie A.
In serata capitola il Napoli al San Paolo, a San Siro il Genoa compie l’impresa di pareggiare 1-1 contro il Milan senza tirare in porta su azione.
La squadra di Benitez, alla seconda sconfitta consecutiva, lascia tutti, improvvisamente, perplessi: “sconfitta inaspettata, abbiamo fatto male le due fasi”, ha dichiarato Rafa. Ciò che più preoccupa il tecnico spagnolo, alla vigilia della trasferta decisiva di Dortmund, è l’involuzione dal punto di vista del gioco, il che, per uno dei massimi esponenti del calcio totale, non è cosa di poco conto.
Ma, non è facile, Benitez ha completamente rivoluzionato il gioco del Napoli, ha avviato un processo di europeizzazione della squadra, il Napoli è la squadra più europea della Serie A, difficile che i risultati arrivino subito. Il processo di maturazione passa anche da sconfitte inaspettate.

Momento tremendamente difficile per il Milan che è riuscito nella doppia impresa di non vincere contro un Genoa in dieci per più di un’ora, nonostante una miriade di occasionissime, e di subire un gol senza subire un tiro in porta.

La domenica ci regala una nuova, “vecchia” regina. Rieccola la Juve di Antonio Conte, che si riprende di diritto lo scettro di favorita per la vittoria finale. Senza le dieci vittorie della Roma di Garcia la Juve avrebbe già severamente ipotecato il terzo scudetto di fila: 34 punti, due in più della scorsa stagione, sei punti guadagnati sul Napoli in due partite, più due momentaneo sulla Roma. Ma, soprattutto, la Juve non subisce gol da cinque partite, dalla fatidica trasferta di Firenze. Non è da meno la Roma che di gol ne ha subiti la miseria di tre in dodici partite, ma questa cavalcata trionfale della squadra di Conte, sia in termini di numeri che di prestazioni, è una chiamata importante alla Roma, che dovrà rispondere in serata contro la sua bestia nera, il Cagliari di capitan Conti.
Parafrasando Antonio Conte, Juve e Roma stanno avendo un “ruolino di marcia interessante”, visto e considerato che in Italia vince il campionato la squadra che subisce meno gol, non come in Spagna che vince la squadra che segna più gol.
Basta dare un’occhiata ai risultati dell’ultimo turno di Liga per capire quanto sia imbarazzante il campionato spagnolo: Barcellona-Granada 4-0, Almerìa-Real Madrid 0-5, Atletico Madrid- Getafe 7-0!!
La Juve a Livorno ha sofferto per più di un’ora prima di espugnare il Picchi con l’accoppiata Llorente-Tevez. Il primo è la dimostrazione di come la pazienza sia la madre di ogni scienza, sembra saperlo da sempre Antonio Conte. Carlitos è un fenomeno, un autentico uomo squadra capace di giocare a tutto campo. Entrambi sono i primi difensori della squadra, questo perché la Juve è la squadra più armoniosa del campionato: sagacia tattica, tempi giusti, meccanismi collaudati, ogni reparto è ben organizzato e i reparti sono tra loro “comunicanti”.

La copertina “mancata” della domenica se l’aggiudica l’Inter che vincendo contro il Bologna avrebbe agganciato la zona Champions in coabitazione con il Napoli. La sensazione è quella di una grande occasione persa, “gol e punti buttati via” ha tuonato al termine della gara Mazzarri.
I pareggi cominciano a pesare in termini di classifica, è anche vero che l’Inter non perde facilmente e per una squadra in cerca di certezze è sicuramente una buona cosa.
All’Inter, come al Milan, prevalgono ancora le individualità, nonostante Mazzarri abbia dato una certa identità alla squadra. Il singolo prevale sul collettivo e la squadra viaggia a ritmo di iniziative personali, percussioni e tiri di Guarìn, folate di Alvarez, fondamentale in questo senso risulta essere ancora una volta Cambiasso, uomo-chiave del centrocampo capace di dare ordine, geometrie e ritmo condiviso dai compagni.

La Stanza di Dario

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