ECCO QUANTO INFLUIRANNO LE MANCATE QUALIFICAZIONI DI JUVE E NAPOLI SUL MERCATO. IL MILAN RIDE: AVRA’ ANCHE PIU’ SOLDI.

Di Luca Marchetti.
Editoriale per Tuttomercatoweb.

E’ stata una serata dalle grandissime emozioni. Purtroppo negative con un finale velenosissimo per Juve e Napoli. L’eliminazione dalla Champions è stata una mazzata.
Non solo per il morale e per le ambizioni della Juventus. Ma potrebbe esserlo anche per il mercato. Ci saranno sicuramente meno introiti rispetto allo scorso anno (dalla Uefa) e l’appeal per questo mercato invernale sarà sicuramente inferiore.
Da una parte potrebbero esserci dei vantaggi (perché ad esempio Nani, utilizzato in Champions dal Manchester potrebbe giocare ora in Europa League con un’altra squadra) ma dall’altra probabilmente uno come Nani, prima di lasciare il Manchester ci pensa un po’ di più. E’ vero: si sposa il progetto e non l’immediato. E il progetto della Juve è solido, al di là di 48 ore da dimenticare, fra neve fango e ritardi.

C’è una cosa sicura: la Juventus non venderà nessuno dei suoi big, di sicuro non a gennaio. Innanzi tutto perché la Juventus vuole continuare a crescere, poi perché c’è il campionato da vincere e l’Europa League che può diventare un’importante obiettivo (tanto più che la finale si gioca a Torino). Il mirino ora è centrato su giugno, più che su gennaio dove ci saranno soltanto movimenti di contorno, magari qualche cessione.

Forse è al Napoli, che la mancata qualificazione in Champions, potrebbe portare più danni. Almeno d’immagine, ma solo nell’immediato. Perché il processo di costruzione di Benitez (che sarebbe passato meglio attraverso la legittimazione in Europa) continua. Ma uscire è pazzesco, una delusione incredibile.
Il Napoli ha perso soltanto una partita (contro l’Arsenal): è la prima volta che una squadra che vince 4 partite e che fa 12 punti non passa il turno. Peraltro in un girone difficilissimo. Lo è stato, più del previsto. Ora sarà più difficile convincere i vari Mascherano o Skertl, Javi Garcia o Matic, ma non impossibile. Cresce la convinzione nei propri mezzi, ma ora è presto per consolarsi. De Laurentiis non mollerà, di sicuro. Continuerà a costruire un Napoli sempre più forte. Lo ha già detto, presentandosi subito dopo la fine della partita per elogiare giustamente la prestazione della sua squadra. E poi c’è il fattore Benitez: lui non molla sicuro l’Europa. Sa vincere e continuerà a farlo, come ha fatto la passata stagione con il Chelsea.

Il Milan ha giocato con una pressione in più: l’italiana con più chanches. E una partita da 4 milioni e mezzo di euro: superare il turno vale circa 3,5 milioni, più la vittoria da 500 mila (e la vittoria 1 mln di euro). In più un’altra quota del market pool della Champions (i soldi che la Uefa dà alle società in base al cammino in Champions e al piazzamento delle squadre nel campionato di appartenenza) aumenta se le squadre di una nazione diminuiscono. In pratica questo tesoretto il Milan non deve dividerlo con nessuno. A tutto questo naturalmente gli introiti del botteghino e degli sponsor. Con questo piccolo tesoretto in più il Milan potrà fare qualche operazione di mercato. Nessuna rivoluzione, tanto più che sono arrivati già Honda (ufficializzato anche da Galliani, avrà la maglia numero 10) e Rami, che già si allena con i rossoneri. L’operazione Kucka-El Shaarawy non si farà, visto l’infortunio del genoano. El Sharaawy (ieri uscito per necessità tattiche) non è detto che rimanga. Ma il Milan si concentrerà soprattutto fra centrocampo e difesa. Magari concederà la chanches di giocare a Saponara: ne parlerà nei prossimi giorni con il Parma, comproprietaria del cartellino.

La vicenda societaria al momento sembra narcotizzata. Barbara Berlusconi ha fatto visita con il papà a Milanello, ma Galliani rimane lì. Annuncia acquisti, rappresenta il Milan in giro per il mondo. Il Milan unico superstite italiano in Champions. Allo stadio vicini sì, ma non attaccati: una poltroncina di mezzo, vuota. E di futuro ha voluto parlare anche Sean Sogliano, indicato come successore di Braida. Lusingato dell’interesse, giura di non saperne nulla. Lui dice di non essere un bugiardo e noi gli crediamo. Questo non significa che non sia lui in questo momento in pole. Anzi, ci risulta siano partiti i primi sondaggi.

Allo stadio invece si è visto Pradé, anche lui nel lotto dei futuri ds rossoneri. Ma era lì in veste di ds della Fiorentina. E ha voluto vedere da vicino Viktor Fischer (1994, ala sinistra) e Davy Klaassen (1993 centrocampista offensivo) i due talenti dell’Ajax.

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