LO SCONCERTO QUOTIDIANO: THOHIR CORRA AI RIPARI, SERVONO INVESTIMENTI

Affonda a Napoli qualcosa più dell’Inter di Mazzarri, cade un limite, una speranza, l’inizio stesso di un progetto.

di Mario Sconcerti.

Si sente l’errore sul campo, ma si sente soprattutto nell’aria. Non c’è voglia di ricostruzione, ma di adeguamento. Non c’è voglia di grande Inter, ma di mediazione. Il tetto agli stipendi fissato a 2,5 milioni non renderà povero nessuno, ma terrà tutti lontano da un disegno vero. La sensazione del campo e del vento è che nessuno sappia davvero di cosa stiamo parlando. Questa è l’Inter. Ha doveri e diritti, ma è l’Inter. Non può essere fuori così in fretta e non sentire il bisogno di rifarsi. Non si può perdere e parlare di risparmio.

L’Inter ha un senso se è competitiva, altrimenti lascia spazio al silenzio, non ha niente da dividere con se stessa. La squadra ha dentro adesso la confusione che si sente in società. Thohir sta portando realtà sconosciute all’epoca di Moratti e per di più da valutare. Cerca il risparmio ma sa che il risparmio è solo una parte della verità. Il resto sono investimenti. I dirigenti di Moratti non hanno spazio per mediare e Mazzarri parte dal 9° posto dell’anno scorso per giudicarsi. Hanno tutti ragione, ma nel mezzo c’è una confusione che matura risultati poco sopportabili.

Molto bello il Napoli, la squadra migliore quando si gioca uno contro uno. Ha battuto in 5 giorni Arsenal e Inter senza aver migliorato di un passo la sua posizione. Meriterebbe di più. La facilità con cui la Juve passa oltre il Sassuolo dimostra la reazione della squadra ma anche la differenza del campionato. Sembra quasi che i nuovi turchi siamo noi, formidabili nel nostro gioco e abbastanza fermi nel gioco di tutti. Eppure con grandi idee, grandi movimenti, molti soldi spesi. Vediamo il campionato con gli occhi delle fedi, calcoliamo poco gli avversari.

Non c’è dubbio che la Juve abbia saputo reagire. Ha segnato subito, ha proseguito in fretta, non c’è stata partita nonostante il Sassuolo sia l’unica squadra che ha preso punti in casa di Roma e Napoli. Tevez ha segnato 3 gol, i voti lo danno il giocatore col rendimento migliore (seguito da Rossi, Pjanic e De Rossi), ha giocato tutte le partite senza prendere un’insufficienza. Con Llorente, e più di Llorente, è la vera differenza rispetto agli anni scorsi. Il che fa pensare che anche questa ottima Juve abbia raggiunto il suo massimo livello.

Niente viene più dal basso, il meglio è quello che si sovrappone al passato. Intanto viene dal Torino il risultato più diverso. Vince nettamente a Udine, trova il 10° punto nelle ultime 4 partite. Molti dei suoi giocatori fanno mercato (D’Ambrosio, Cerci, Immobile, Glik, Darmian), il suo gioco è un incrocio tra il Latina e il Sudamerica, 6 che difendono, 4 minimo che attaccano. Immobile è con Destro l’altra grande speranza del ruolo, uno strano ritorno in un ruolo alla Vieri. Vanno lentamente le ultime. Ci si salverà a 35 punti stavolta. Anche ieri hanno perso 6 delle ultime 7. Le sorprese sono poche, il nostro calcio sta diventando come l’altezza delle persone: inevitabile e facilmente misurabile.

 

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