IL PAGELLONE DI FINE ANNO: I VOTI AI 20 DIRETTORI SPORTIVI ITALIANI

Non poteva mancare, tra un panettone e un torrone, il Pagellone del 2013 dei Direttori Sportivi di serie A.

Editoriale di Michele Criscitiello per Tuttomercatoweb.com

Passano sotto il nostro controllo a fine mercato e a fine anno. In molti ti ringraziano, gli altri si offendono, altri ancora fanno finta di non aver letto ma c’è una certezza: tutti leggono e tutti commentano. Siamo contenti che, in questi anni, abbiamo reso Tuttomercatoweb il “Vangelo” del calciomercato italiano. Te ne accorgi nel bene, dai numeri audiweb, ma soprattutto dal male quando ti chiamano incazzati perché … “l’ha scritto Tuttomercatoweb” e invece era solo una notizia di colleghi riportata come rassegna stampa sul nostro sito. A fine anno è tempo di ringraziamenti, lo faccio in dieci secondi. Il primo grazie ai lettori che hanno consentito a Tmw di diventare la prima testata giornalistica di calciomercato, facendo tre-quattro giri intorno ai competitors. Un grazie all’editore, tra i pochi con la E maiuscola, in un mondo (l’informazione) di improvvisati. L’ultimo e più sentito grazie alla mia redazione che ogni giorno mette l’anima per arrivare prima degli altri sulla notizia di calciomercato. Stop! Passiamo ai voti…

Atalanta, Pierpaolo Marino Voto 6,5
Ogni anno la Famiglia Percassi gli chiede la salvezza e lui la ottiene a mani basse. Costruisce una squadra con pochi soldi e riesce a fungere da bancomat: vende e incassa. Mantiene la parola su Denis e Bonaventura e lancia giovani di prospettiva come De Luca. Meriterebbe una squadra che lotti per la Champions perché per lui puntare alla salvezza è come chiedere a Cristiano Ronaldo di arrivare in doppia cifra.

Bologna, Roberto Zanzi Voto 5,5
Molta confusione e mercato al ribasso. Il Bologna è in difficoltà e l’incertezza societaria non aiuta. Pioli il giorno prima salta, poi vince e resta. Se punti su un allenatore lo fai perché sei convinto e non perché entra o non entra una palla in porta. La società è in difficoltà e lui non contribuisce ad alzare il valore del club. Non raggiunge la sufficienza. A gennaio potrebbe rimediare.

Cagliari, Nicola Salerno Voto 7
Uno dei pochi signori rimasti nel calcio. Da 35 anni in questo mondo ha ancora la voglia di un ragazzino alle prime armi. Cellino ha trovato la sua anima gemella. Lo aveva già avuto in passato e ha puntato, nuovamente, su di lui. Mantiene la parola che in estate non avrebbe venduto nessuno ed è la figura perfetta per rapportarsi nello spogliatoio e con i procuratori. Bravissimo nelle trattative interne. Meriterebbe maggiore autonomia.

Catania, Pablo Cosentino Voto 4
Ha distrutto il Catania in 3 mesi. Se si fosse impegnato di più non ci sarebbe riuscito. Zero rapporti con i calciatori, se non con quelli più fidati, pessima gestione dello spogliatoio, mercato imbarazzante e la cessione di Gomez è la ciliegina su una torta scaduta. Si può mai vendere Gomez per 6 milioni, l’unico capace di fare la differenza e l’unico in grado di saltare l’uomo e creare la superiorità in fase offensiva? Un procuratore non può fare il Direttore. Colpa di Pulvirenti che gli ha affidato le chiavi di casa sua. Catania era il simbolo della nuova Italia. Sta tornando all’età della pietra. La colpa non era di Maran come oggi non è di De Canio. Eppure c’era ancora il tempo per salvare la barca. Come? Un nuovo Direttore con le mosse pronte per gennaio. Gennaio è arrivato e non sembra cambiato nulla, a Torre del Grifo… Ingrifato!

Chievo Verona, Giovanni Sartori Voto 5,5
Inizia a perdere colpi. Squadra disorientata, cambi di allenatore e poche facce nuove capaci di creare plusvalenze. Non cede Thereau e lo deprezza clamorosamente. Cosa succede ad uno dei Re del mercato?

Fiorentina, Daniele Pradè Voto 6,5
Ha creato a Firenze in un anno quello che non hanno creato a Roma in tre anni. Calciatori acquistati in periodo di svalutazione, scommesse vinte e un allenatore che guarda al futuro. Merito del Direttore e di Macia, un braccio destro che tutti vorrebbero. I Della Valle hanno ritrovato entusiasmo grazie al lavoro di Pradè, Montella e Macia. Obiettivo Champions. Per lo scudetto ancora non se ne parla.

Genoa, Daniele Delli Carri Voto 4,5
Prima i danni a Pescara, poi la scommessa persa a Genova. Anche se approvammo la scelta Liverani in panchina. Avrebbe bisogno di ripartire dalla serie B per tornare ad acquisire umiltà e maggiore competenza. La serie A non è per tutti.

Hellas Verona, Sean Sogliano Voto 7
Il vero Re del mercato, la vera sorpresa. Silenzioso, lavora, ha occhio e gestisce bene lo spogliatoio. Non è un caso che il Milan lo segua per il dopo Galliani. Conosce i calciatori di tutto il mondo e ha appreso dal padre le tecniche principali del calciomercato. Un plauso a Zamparini per averlo buttato dalla finestra dopo pochi mesi. Attenzione: Sean è bravo ma corre un rischio, quello di dover pensare a troppe squadre. Pensi al Verona e faccia fare lo Spezia a chi è pagato per fare lo Spezia. Si metterebbe contro tanti colleghi e Presidenti se volesse tenere più piedi in una sola scarpa.

Inter, Marco Branca Voto 5,5
Prende Mazzarri e indovina la scelta dell’allenatore. Può fare poco mercato perché paga il passaggio societario e la difficoltà economica di Moratti. Questa volta chiude in passivo ma ha più di un attenuante. Gli errori li ha commessi in passato, non oggi. 2013 da cancellare.

Juventus, Beppe Marotta Voto 7,5
Il mercato è promosso. In Italia, grazie al suo lavoro, fa tornare la Juventus leader indiscussa del campionato. Non ha rivali e anche sul mercato infiocchetta grandi pacchi come Tevez e Llorente. Parametri zero di lusso e giuste cessioni, come quelle di Giaccherini e Matri. Poteva essere un 8 se avesse preso anche un esterno ma a questa squadra manca ancora qualcosa per il salto europeo. Tutto non si può avere. Bilancio in ordine e squadra padrona del torneo. Marotta la sua partita a Torino l’ha stravinta.

Lazio, Igli Tare Voto 5
Pessimo mercato e 2013 incerto. Chiude senza bomber e consente a Petkovic di avere troppi alibi. Lazio ridimensionata dagli errori in sede di calciomercato. Necessita di maggiore autonomia ed esperienza.

Livorno, Stefano Capozucca Voto 6
Direttore di qualità ed esperienza paga il poco budget a disposizione. Un solo milione di euro per costruire una squadra appena tornata in serie A. Prova a fare i miracoli ma Spinelli non lo aiuta. Fatica nel rapporto con Signorelli, rischia di dover alzare bandiera bianca nonostante il suo lavoro paghi sempre.

Milan, Adriano Galliani Voto 5
Nel 2013 perde Tevez e riprende Kakà. Balotelli non illumina come dovrebbe e la gestione della crisi societaria gli sfugge di mano quando Barbara inizia a prendere decisioni importanti. Resta e resterà l’anima del Milan. Resta e resterà il miglior dirigente italiano. I cicli, purtroppo, finiscono per tutti. Non è finito il ciclo Galliani, è finito il ciclo Milan. Dice che prima di acquistare questa società bisogna vendere. Giusto! Oggi, però, non hai più Ibra e Thiago Silva; anche se vendi non ricavi un grande budget per acquisti top.

Napoli, Riccardo Bigon Voto 6
Facciamo fatica a dare un voto a Bigon. Tra due fuochi, Rafa e il figlio di De Laurentiis. Molti acquisti sono “pilotati” dall’allenatore, altri sono sue intuizioni. Con l’addio di Mazzarri perde potere. Ha un contratto importante e pesante ma non siamo convinti che sia felice del progetto che sta costruendo. Lavora bene con i giovani.

Parma, Pietro Leonardi Voto 6,5
Lavora tanto e bene, i risultati si vedono anche se difficilmente il Parma tornerà in Europa. Ottime intuizioni da grande dirigente. Donadoni è una sua scommessa vinta.

Roma, Walter Sabatini Voto 6,5
Un 2013 da incubo e un altro da sogno. La prima parte è da libro nero, la seconda indovina quasi tutto e riconquista la fiducia dei tifosi che prima gli scrivevano a Trigoria di essere laziale e incapace. Non è un fenomeno e non è un brocco. In molti nel settore gli hanno messo l’etichetta dell’irriconoscente. Lui va per la sua strada e conferma di avere un ottimo occhio. Garcia è una sua scelta. Ha commesso molti errori ma oggi si gode le sue vittorie. Lo scudetto non è roba da Roma ma per la Champions è in primissima fila.

Sampdoria, Carlo Osti Voto 6
La scelta di Sinisa rilancia il lavoro del Direttore e del suo staff. Sa bene che a gennaio questa squadra ha bisogno di rinforzi ma il lavoro paga sempre. Duttile ed affidabile, con la collaborazione di Peppino Pavone può portare giovani interessanti a Genova. L’importante è conquistare al più presto la salvezza per pensare al futuro con maggiore calma.

Sassuolo, Nereo Bonato Voto 5,5
Per la proprietà che ha alle spalle avrebbe dovuto soffrire meno il passaggio dalla B alla A. Molti giovani di prosettiva ma troppe scommesse per la serie A. A gennaio ha bisogno di certezze che oggi, però, nessuno ti può dare.

Torino, Gianluca Petrachi Voto 7
Vera sorpresa del 2013. Lo avevamo prima osannato e poi criticato. Il campo gli sta dando ragione e anche l’assenza di Cairo, grazie al suo lavoro e a quello di Comi, sta passando in secondo piano. Squadra costruita con criterio. La salvezza quest’anno arriverà con largo anticipo. Il suo lavoro non passa inosservato agli occhi dei Presidenti.

Udinese, Cristiano Giaretta Voto 6,5
Il voto al Direttore sarebbe anche superiore, da 7. La prima metà del 2013 la vive da protagonista a Novara, dove porta la squadra ai play off. Per lui arriva la promozione in serie A e ad Udine si ambienta subito alla grande. Braccio destro di Gino Pozzo fa sentire la sua presenza nello spogliatoio, grazie all’ottimo feeling che ha con Guidolin. Attento anche alla preparazione atletica ha il merito di aver portato ad Udine Bruno Fernandes, suo figlioccio ai tempi del Novara. Umile e preparato è una delle rivelazioni del 2013. E pensare che qualche anno fa lavorava in eccellenza alla Folgore Caratese… Se hai la stoffa, arrivi ovunque.

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