MURDER AT JUVENTUS STADIUM: E’ CONTE L’ASSASSINO DEL CAMPIONATO!

Debutta con il botto la Serie A nel 2014.

La serata di gala dello Juventus Stadium ci regala una cartolina a forti tinte bianconere. Un 3-0 che suona come una sentenza, spetterà alla Roma, in questo girone di ritorno, ricorrere in appello per provare a sovvertire un verdetto che pare ormai definitivo. La sensazione è come se la serata dello Juventus Stadium ci avesse detto chi è l’assassino di questo campionato: la Juve di Conte, a meno di clamorosi sviluppi del caso.
Se la Serie A fosse un libro giallo avremmo la netta percezione, arrivati neanche a metà libro (o e-book), di un finale scontato (che l’assassino sia il classico maggiordomo?), ma con ancora tanti temi da sviluppare. E questo anche grazie alla Roma, senza le dieci vittorie consecutive dei giallorossi il campionato sarebbe già in archivio. Il punto è proprio questo. Nonostante l’anomalia delle dieci vittorie consecutive, la Juve ha saputo limitare il distacco dalla Roma a soli cinque punti. Ora che la Juve ha risposto alle dieci vittorie iniziali di Totti e compagni con altrettante vittorie consecutive, la Roma è sprofondata a meno otto.
Juventus e Roma, in attesa del Napoli di Benitez, sono il meglio che abbiamo in questo momento: entrambe le squadre aspirano ad un calcio totale.
La Juve ha, però, raggiunto una maturità tattica che alla Roma ancora manca.
Ha vinto la squadra più italiana, più attenta ai dettagli, più padrone del campo, più cinica. La Roma è sulla buona strada, ma Garcia, il quale è stato eccezionale nel trasmettere un’identità forte alla squadra, dovrà ora dedicarsi alla cura dei particolari, soprattutto in fase di non possesso, che alla fine risultano essere determinanti. Basti pensare che due delle tre reti juventine sono scaturite da calcio piazzato.
Ha vinto l’allenatore italiano o, meglio, tatticamente più italiano. Quando vedi giocare la Juve non ci sono dubbi: questa è la Juve di Conte, una squadra forgiata a sua immagine e somiglianza: ferocia e sagacia tattica. Conte ha il grande merito di aver valorizzato una squadra da 7 portandola a 9. Senza nulla togliere ad Allegri, se il Milan avesse uno come Conte in panchina sarebbe secondo in classifica.
Contro la Roma, Conte ha avuto l’umiltà di saper adattare tatticamente la sua squadra al gioco della Roma, rinunciando, almeno inizialmente, al possesso palla e al pressing alto, prediligendo ordine tattico e padronanza del campo, in modo da limitare i contropiedisti giallorossi. La miglior difesa nel calcio si trova in un’ottima strategia di prevenzione e contrattacco, impeccabilmente personificata dall’accoppiata Tevez-Vidal. L’Apache vince la partita, con l’unica sua giocata da ricordare (basta e avanza), Vidal timbra la sua ennesima serata da protagonista.
Conte ha vinto la partita grazie ai suoi uomini chiave, che ormai lo seguono come un credo religioso. Garcia è stato tradito prima dall’indisponenza di Ljajic e nel finale dalla veemenza di De Rossi.
Ha vinto la sua partita anche Rizzoli: in 4′ tre gialli, ammoniti Tevez e Gervinho per proteste, Chiellini per un’entrataccia, ai limiti della decenza, ai danni di Pijanic.

La Stanza di Dario

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