SENZA DIGNITA’ TATTICA ESONERO INEVITABILE

E’ successo l’imponderabile. Quella del Mapei Stadium è stata una partita fuori da ogni schema logico, una partita ai limiti della decenza calcistica, che riassume in 90′ il girone d’andata del Milan.
Un’iperbole: è come se il Milan partisse sempre dal 2-0. Questo pensiero dev’essere passato per la testa di molti tifosi rossoneri più di una volta in questa prima parte di stagione (Torino, Napoli, Bologna, Juve, Parma, Fiorentina..). Bene, a Sassuolo, un Milan avanti di due gol è riuscito a riportarsi nella condizione abituale di inizio stagione: sotto di due.

Contro il Sassuolo sono riemerse problematiche già viste e ampiamente affrontate, prima su tutte: una fase difensiva inesistente. Ma, soprattutto, un atteggiamento, un modo di stare in campo non più accettabili per una squadra come il Milan.

Inizialmente sembrava di assistere ad un’altra Sassuolo-Inter, con il Milan che facilmente si è portato sul 2-0 dopo 13′, complice anche la difesa del Sassuolo che ha denotato una mancanza di attenzione e concentrazione, facendosi trovare impreparata e fuori posizione in occasione di entrambe le reti rossonere: al 9′ Robinho e al 13′ Balotelli su assist di Bryan Cristante, giovincello cresciuto nel forno della classe (cit. Carlo Pellegatti). La partita al 13′ è chiusa.
Poi si è scatenato Berardi: 15′, 28′, 41′, 47′, come uno tzunami ha spazzato via tutte le certezze, le velleità di rimonta di un Milan senza dignità tattica. E senza dignità tattica in Italia si sprofonda. Con l’orgoglio rimasto, il Milan ha provato nel finale l’ennesimo miracolo della stagione, probabilmente avrebbe meritato di pareggiare la partita. Senza probabilmente, certamente. Il palo di Honda (debutto ok!), la traversa di Pazzini (bentornato vecchio cuore rossonero!), il Milan in questa stagione ha sempre dato l’impressione di non morire mai, ma di non vivere benissimo. Di non vivere uno stile di vita berlusconiano: padrone del campo e del giuoco, leale con gli avversari, più forte della sfortuna e delle ingiustizie.
C’era il mondo a Sassuolo, più di 70 giornalisti giapponesi per Keisuke Honda, a Sassuolo in questi giorni sono impazziti: “non siamo preparati per una finale di Champions” hanno fatto sapere, con un pizzico di ironia, dall’uffico stampa della società. Un’ondata di mediaticità inattesa nella provincia modenese. Il Milan non era preparato allo tzunami Berardi, la natura non è maligna, è solo disumana. Come disumano è stato l’atteggiamento tattico e, soprattutto, mentale del Milan. Avanti 2-0, rinvio di Pegolo: con il solo Bonera costretto a fronteggiare Berardi nel più classico dell’uno contro uno. Questo sul 2-0.
Sia chiaro. Il problema non è la difesa, ma la fase difensiva di tutta la squadra: con gli attaccanti a pressare alto, i centrocampisti ad accorciare, i difensori a prendere posizione e a leggere possibili sviluppi dell’azione. La miglior difesa è il pericolo del contrattacco insegna la tattica italiana: ecco perché il Milan di Allegri ha sempre subito ripartenze e scorribande avversarie. Per questa incapacità di tener corta la squadra, di leggere possibili ripartenze avversarie. La coppia Zapata-Mexes è la stessa che in tutto il girone di ritorno dello scorso anno ha subito solamente dieci gol. Bonera ha le chiavi di Milanello, è l’unico dei senatori rimasto, ha competenza e saggezza. De Sciglio è cresciuto anche lui nel forno della classe, Emanuelson è un giocatore di grande qualità e generosità tattica: dove lo metti sta, direbbe Mauro Suma. Il problema di quest’anno è che Allegri non ha saputo cogliere, migliorandoli, quegli aspetti, quelle situazioni che puntualmente si sono presentate, in modo imbarazzante, in questa stagione. Ciò che è più preoccupante, lo scrissi a novembre, è il fatto che il Milan (Allegri) sembra non porre rimedio agli errori. Errori gravissimi, di concetto, non più perdonabili, non più tollerabili. Se vediamo il rendimento difensivo, rispetto la passata stagione il Milan è pure peggiorato, e di parecchio: la scorsa stagione subì 39 reti, quest’anno 31 nel solo girone d’andata!
Il Milan non potrà giocare come vorrebbe il Presidente Berlusconi, ma un atteggiamento tattico e mentale come quello visto contro il Sassuolo, e in gran parte della stagione, non è più accettabile per un club unico per mentalità e competenza, per il club con più trofei internazionali in bacheca.
Allegri si è dimostrato un bravo tecnico, a conoscenza di pregi e difetti di questo periodo, non è riuscito a dare un’identità precisa alla squadra, complici anche le incongruenze riguardanti il modulo, ma contro il Sassuolo, che aveva perso le ultime quattro partite senza segnare nemmeno un gol, avanti di due, non è più riuscito a mantenere la squadra entro certi canoni di decenza tattica: si è avuta la netta sensazione che il gruppo non seguisse più il tecnico.

La Stanza di Dario

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: