SPORTMEDIASET: SILVIO BERLUSCONI DA UN ANNO AVEVA DECISO PER L’OLANDESE, SULLA LINEA DELLE SCELTE DI SACCHI, CAPELLO E ANCELOTTI. GIA’ IN ESTATE SI POTEVA FARE.

Clarence Seedorf, tocca a lui. Perché così vuole Silvio Berlusconi, e non da ieri. Com’è stato per Arrigo Sacchi nell’87, o Fabio Capello nel ’91, e anche –seppure già rodato da esperienze forti- Carlo Ancelotti nel 2001, infine con Leonardo nel 2009. Intuizioni, certezze e soprattutto trionfi, tanti, legati ad allenatori diventati tutti, a loro modo, fenomeni del calcio mondiale.

Sacchi lo è stato per quel nuovo modo di fare calcio, in Italia e poi un po’ ovunque: precursore di una svolta epocale. Capello per quella inossidabile fama da duro e  da vincente, che dopo 22 anni lo guida ancora sulle panchine più prestigiose del Mondo. Ancelotti per quello che è l’allenatore fra i più richiesti –e vincenti- del panorama, tanto da prendersi cura, nientemeno, del Real Madrid. E anche Leonardo, che pure nel Milan è stato una meteora in panchina: ma è uomo di indubbie (ed elevate) qualità manageriali.
E in questa
 rincorsa all’uomo giusto, che saprà fare chissà cosa e poi capiremo, ecco Seedorf: un professore di Pallone, in campo e nelle prossime settimane in panchina; un predestinato del calcio visto che a 19 anni, con la maglia dell’Ajax, vinceva la prima delle sue quattro Champions League proprio contro il Milan (di Capello) ed era il maggio 1995; un ideologo di tecnica e tattica, ha studiato formule americane, di un calcio che promette di essere diverso, innovativo.
Seedorf ora è al 
Botafogo: a quasi 38 anni, sa fare ancora cose di prim’ordine col pallone fra i piedi. Dieci anni di Milan, dall’estate 2002 al giugno 2012, sono il suo passepartout nel mondo rossonero, del quale conosce tutto e tutti, vanta rapporti privilegiati con Silvio Berlusconi,con Barbara Berlusconi e anche con Adriano Galliani. Le doti di comando le possiede, naturalmente: si dice leadership. E la vocazione di allenatore la consumava già nelle ultime stagioni milaniste: dovrà fare pochi sforzi per emergere.
Poi, se sarà un vincente o no, lo diranno i risultati. Certo è che la sua carriera di calciatore, fra Ajax, Sampdoria,  Real Madrid, Inter e Milan, con 4 Champions vinte con 3 squadre diverse, e moltissimo altro, non lascia spazio al dubbio circa la sua vocazione al successo.  Quelle di Sacchi, Capello e Ancelotti sono le tracce da percorrere. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: