CARLO PELLEGATTI: “DAL DOLCE DI PIPPO ALL’AMARO DI CLARENCE. IL MILAN DI SEEDORF PUO’ NASCERE DA QUESTA SCONFITTA”

Dal dolce di Pippo all’amaro di Clarence.

di Carlo Pellegatti*

Eppure mi sento di azzardare che il Milan, griffato Seedorf, verrà ricordato come nato da una sconfitta, la sconfitta contro l’Atletico Madrid. La squadra ha giocato un primo tempo sontuoso, con il tecnico olandese splendido nel modificare spesso l’assetto tattico e la posizione in campo dei suoi RagazziNella ripresa, certo più sofferta, è emersa la condizione fisica deficitaria di quache giocatore, privo dei novanta minuti nelle gambe, problema che ha penalizzato soprattutto la compattezza del gruppo. Rimane l’immagine di un Milan bello e sfortunato, che cercherà l’impresa a Madrid, terra spesso di conquista e di indimenticabili imprese.
Come è stato lo stadio dei Pini di Viareggio per il giovane Milan in questi anni e, da qualche giorno, per il commovente gruppo di Pippo Inzaghi. E’ stato molto emozionante festeggiare il successo dell’Indimenticabile Alta Tensione e dei suoi Ragazzi, lunedì sera. Ho rivissuto l’atmosfera dei grandi trionfi passati. Adriano Galliani, felice come non lo si vedeva da tempo, è l’anfitrione. Passa, di tavolo in tavolo, parlando con i vincitori del Torneo di Viareggio, sorridendo con loro, fingendo di dare uno scapellotto a Fabbro, che si è fatto espellere per un eccesso di gioia, abbracciando Petagna, il trascinatore, forte e indomito Jena Plinskin rossonero. Accanto ad un euforico Inzaghi, travolto da una ondata di sms di ex compagni, di colleghi, di amici, siedono i componenti del suo staff. Improvvisamente appare Mauro Tassotti, che ben ricorda le fantastiche sensazioni, provate da allenatore vincente di un Torneo così prestigioso. Uno dei più complimentati è naturalmente Filippo Galli, il responsabile di un settore giovanile che comincia a raccogliere i frutti di una semina programmata con intelligenza. Adriano Galliani, Filippo Galli, Mauro Tassotti e la mente corre veloce a quelle meravigliose serate, ricche di suggestioni, dopo le grandi vittorie di Coppa o Campionato. Con I loro volti felici, sono ancora qui, simboli di un Milan immortale e invincibile. A dominare su un tavolo della sala, non la Champions League, ma il Burlamacco, la maschera di Carnevale, conquistata da uno splendido manipolo di eroi, che avrebbero bisogno della penna di Ferenc Molnar, l’autore de “I ragazzi della Via Paal”, per raccontarne le gesta. Il sorriso di Inzaghi però, non è cambiato. Lo abbiamo visto disegnato sul suo viso affilato nelle feste di Manchester, di Atene, di Montecarlo e di Yokohama. Pippo, come allora, è felice di posare con chiunque glielo chieda, disponibile, solare, orgoglioso, vincente, accanto all’ennesimo trofeo conquistato in questi anni, ma questo è speciale, è il primo come allenatore.

*Editoriale pubblicato su MilanNews.it il 20/02/2014

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