IL MILAN RINASCE NELLA GIORNATA DEI BOMBER

Il Milan esiste.
Turno infrasettimanale a fortissime tinte rossonere: vittoria quadrata a Firenze per i berlusconiani con gli artefici della rimonta Champions dello scorso anno Balotelli e Mexes, secondo risultato utile in quattro giorni. Nel traffico davanti ai rossoneri cadono Parma, Torino, Lazio e Verona: l’Europa (League) che tanto rattrista il dottor Galliani e il popolo milanista deve essere un obbiettivo concreto in questo finale di stagione.

Tanti i temi della 30esima giornata: dalla rinascita del Milan, alle 15 vittorie consecutive della Juve allo Juventus Stadium, la striscia di risultati utili del Parma che si interrompe dopo giusto un girone, la sempre più sorprendente Atalanta alla quinta vittoria di fila, il crollo verticale del Verona al quarto ko consecutivo. Ma è stata soprattutto la giornata dei Bomber: Balotelli, Tevez (2), Destro, Immobile, Denis, De Luca, Gilardino (2), Paloschi (2), Zapata (2). In attesa di Palacio e Di Natale.

La vittoria di Firenze ha dimostrato che dove manca la qualità possono molto l’impegno e l’attenzione, un’attenzione mantenuta per tutti i 93′, il primo tempo contro l’Atletico e il primo tempo contro la Juve (entrambi a San Siro) racchiusi in un’unica partita, con la sola differenza che il Milan di Firenze ha saputo finalizzare il proprio gioco senza concedere un centimetro alla viola (unica eccezione l’occasione concessa a Matri a inizio ripresa). Un progresso ulteriore dal punto di vista del gioco rispetto al Milan visto a Roma, squadra più elegante, più armoniosa, si sono visti flash di vero Milan, quel Milan tanto ammirato e idolatrato nel corso della sua storia.
Ineccepibile l’analisi di Clarence Seedorf a fine partita: “
Rami e Mexes hanno fatto una grandissima partita, Bonera fuori ruolo ha fatto una gran partita. I due mediani hanno dato concretezza davanti alla difesa così come si sono sacrificati molto Taarabt e Honda”, De Jong ha annullato Borja Valero, Balotelli non ha disputato una partita eccellente, ma è stato decisivo nelle situazioni.
La vittoria di Firenze ha dimostrato che con l’attenzione ed un impegno corale questo tanto bistrattato Milan avrebbe potuto proseguire in Champions e trovarsi in una posizione di classifica più consona alle qualità della squadra. In difesa mancheranno Baresi, Tassotti, Maldini, Costacurta, ma Rami e Mexes sono la coppia centrale meno battuta della nazionale francese.
Di certo è auspicabile venga recepita la ricetta sacchiana: se non c’è compattezza al vertice non può esserci compattezza alla base, urge ripartire da Adriano Galliani, Milanello deve ritornare ad essere un’officina: da lì devono uscire giocatori ed allenatori, ma soprattutto lo zoccolo duro deve essere italiano. Il Milan di Sacchi era sì il Milan dei tre Olandesi, ma era soprattutto il Milan dei diciotto italiani. La Juve di Conte non è solo la Juve di Tevez e Pogba, ma è soprattutto la Juve di Buffon, Pirlo, Barzagli, Bonucci e Chiellini.
Le grandi squadre si sono formate da un ceppo ed è proprio questo il compito più impellente e più nobile della dirigenza del Milan: Montolivo, Bonera, Abbiati, Kakà, Abate, De Sciglio, DeJong, Poli, Pazzini e Balotelli siano lo zoccolo duro da cui ripartire.
Non è obbligatorio cercare nomi famosi. L’importante è avere giocatori giovani e disponibili, che sappiano interpretare lo spartito che l’allenatore intende far suonare. Seedorf rimetta il gioco al centro della questione” è l’auspicio del Maestro Arrigo Sacchi.

La Stanza di Dario

 

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