PELLEGATTI: “UN TESTA A TESTA PER L’EUROPA LEAGUE, RESTA IL RIMPIANTO ATLETICO. IL DESSERT LO SERVONO HONDA E TAARABT”

Che voglia di queste folate di normalità, invocate a lungo qualche settimana fa. E’ zeffiro dolce, per ritemprare cuore, mente  e anima, dopo il vento catabatico e gelido, che ha sferzato il volto dei tifosi rossoneri nei lunghi mesi di autunno e di inverno.

LA VOCE DEL MILAN di Carlo Pellegatti

Il Milan vince, soffrendo. Il Milan soffre, vincendo, come accade alle grandi squadre. Che rimpianto non aver affrontato, in queste condizioni di spirito, di convinzione, di saldezza e anche di fortuna, l’Atletico Madrid. I rossoneri lo avrebbero battuto e avrebbero conquistato un emozionante quarto di finale. Senza i brividi delle Coppe Europee, Aprile non regala le stesse sensazioni ben conosciute dal Milan, sensazioni che voglio vivere la prossima stagione, in Europa League. Certo la squadra è  ancora lontana dal quinto e dal sesto posto, ma non è più lontanissimo, grazie all’animus pugnandi dei Ragazzi ed alle intuizioni di Clarence Seedorf, bravo a inventare una difesa inedita, tutta champagne, con i tre francesi più un Bonera. Dialma Santos e “Dialma” Tassotti hanno trovato un degno erede, grazie a Koh I Noor “Montagna di Luce“, che chiude ogni varco e presidia  la fascia con attenzione.

E’ una bella settimana, perché viene naturale pensare solo al presente. Il mercato è ancora lontano. I travagli societari, con le loro indiscrezioni, con i loro scenari, lasciano spazio all’attività concreta di Adriano Galliani, che sta cominciando il suo abile lavoro di dirigente con la Feluca del diplomatico. Intanto Barbara Berlusconi sembra Aracne, tessitrice dell’Asia Minore. Proprio vicino all’Asia Minore, intavola trattative, cuce rapporti, sonda terreni, con la passione, la professionalità e l’attaccamento mostrati nella presentazione di “Casa Milan!”.

Insomma ancora una volta Silvio Berlusconi, che sta vivendo fra i momenti più tristi ed angoscianti della sua vita, ma che sente vicino i tifosi che gli vogliono bene, è stato l’uomo che non divide, ma che unisce. Nella settimana, dopo la sconfitta contro il Parma, ha preso in mano la situazione, parlando, chiedendo, capendo, decidendo. Magicamente, il momento da drammatico, lentamente, si è trasformato nel periodo più felice della stagione, una stagione che potrebbe riservare ancora profumi inaspettati. A servire il dessert dal sapore di vaniglia si stanno proponendo tanti protagonisti. Quel Taraabt che, nel panorama internazionale, a quel costo, diventa un giocatore assolutamente da tenere, perché ha un pregio, quello di saltare l’uomo. Honda non può che crescere, perché sta superando le ovvie difficoltà insite nel giocare in un campionato nuovo, con compagni poco conosciuti. Mi voglio gustare dunque questo finale affascinante, che mi ricorda i leggendari inseguimenti del passato, i testa-a-testa spasmodici, che vengono decisi dal salto di galoppo, sul palo di arrivo. Niente mercato, niente critiche, niente scetticismi. A chi vuole veramente bene al Milan, alla sua maglia, alla sua storia, consiglio di gustare queste sei partite finali. Con  la speranza però che la prossima stagione veda una partenza normale, un cammino costante, con i Ragazzi già protagonisti quando gli ombrelloni sono ancora aperti e non solo quando i bagnini stanno pulendo la sabbia per una nuova stagione.

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