TRADIZIONE PRE-MONDIALE..

A Coverciano è stato fatto il pieno di benzina, di carico muscolare e di critiche, critiche ingenerose, fuori luogo, che lasciano trasparire una diffusa poca educazione al rispetto del lavoro altrui.

I prodromi anche per questo mondiale brasiliano ci sono tutti: una selezione, quella azzurra, poco considerata, uno scetticismo generale, una serie di amichevoli poco brillanti condite dai soliti commenti beceri, e ancora critiche in merito alle scelte del commissario tecnico. Prandelli è persona di grande umanità e buon senso. In merito alla mancata convocazione mondiale di Giuseppe Rossi, la sentenza di Arrigo Sacchi è arrivata puntuale a difesa del CT:“Prandelli ha fatto la cosa giusta, Rossi non è al top. Se stava bene tutti l’avrebbero portato. Cesare ha preso la sua decisione con grande onestà, ma questo è un paese che rispetta poco, dove molti parlano senza ragione. L’unico che può decidere è il commissario tecnico con il suo staff, gli altri parlano a sproposito”.
Quanti dei tanti critici hanno assistito agli allenamenti degli azzurri a Coverciano? Sul web, sui social circolano i commenti più disparati, più volgari, più sgrammaticati. Questa è la libertà di pensiero: ognuno può dire e scrivere quello che gli pare, senza cognizione di causa, rigorosamente offendendo, senza risponderne delle conseguenze. Una libertà troppo spesso abusata.

In vista di ogni spedizione mondiale, la condizione fisica è la madre di tutte le valutazioni, a maggior ragione in occasione di questo mondiale in terra amazzonica, visto e considerato che in Brasile, molto probabilmente, prevarrà l’aspetto atletico. Portare un giocatore, seppur tecnicamente valido e caratterialmente splendido, non in condizioni ottimali rappresenta un rischio a livello gestionale, sia per il gruppo che per il singolo. Emblematico è il caso Falcao, il quale ha dichiarato: “mi sento bene, ma non sono al cento per cento. Lascio il posto a chi è in condizioni ottimali”. Ancora più nobile il gesto di Romulo, il quale era sicuro di prendere parte alla spedizione in Brasile nonostante non avesse recuperato completamente dagli acciacchi che lo avevano colpito nelle ultime settimane: “Prandelli mi aveva inserito tra i 23. Gli ho risposto che ero al 70 per cento: non era giusto”. Tornando al “caso” Giuseppe Rossi, provate solo ad immaginare se Prandelli avesse incluso tra i 23 Pepito, sacrificando il napoletano Insigne: fiaccolate, scioperi, rivolte (al sud) e interrogazioni parlamentari.
In merito, Marcello Lippi quattro anni fa, in una conferenza pre-mondiale, propose: “la cosa più giusta per la Figc, che risparmierebbe anche soldi, sarebbe quella di non prendere un CT, basterebbe fare dei sondaggi e chiedere chi si vuole in porta, in difesa a centrocampo e cosi’ via”. Sarebbero contenti persino i grillini, i quali ritengono il sondaggio la forma democratica per eccellenza. Per i prossimi campionati europei, Cesare Prandelli convocherà così i più votati per ogni ruolo dal popolo italiano. Popolo di commissari tecnici.

La Stanza di Dario

 

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