Albertini: “Valorizzazione dei vivai e cultura sportiva: con me si svolta”

Siamo di fronte ad un punto di non ritorno per il calcio italiano, mancano, infatti, dieci giorni all’elezione del nuovo presidente della Figc. La Lega di Seria A risulta oggi fortemente spaccata in merito la questione Tavecchio per la ritenuta inadeguatezza a ricoprire l’incarico, soprattutto a livello internazionale: Fiorentina, Roma, Sampdoria, Cesena, Sassuolo e Brescia hanno ufficialmente fatto sapere che non appoggeranno il presidente dei Dilettanti. Uefa, Fifa e UE guardano con un certo disprezzo gli sviluppi del nostro calcio. La vittoria di Tavecchio, che anche ieri ha escluso la possibilità di un passo indietro, pare essere comunque blindata dai numeri: dal sostegno delle quattro leghe (A, B, Lega Pro, Dilettanti).

Demetrio Albertini, personalità carismatica, sostenuto da calciatori e tecnici, non demorde e rilancia la propria candidatura attraverso Twitter (#AskAlbertini è l’hashtag), presentando e chiarendo il proprio programma, rispondendo ai follower e stilando le proposte per riformare il calcio italiano, puntualizzando, a chi gli chiede delle sua presunta inesperienza: “Ho detto che vorrei essere il regista di una squadra, ho imparato tanto in otto anni e costruito rapporti internazionali. Io credo in quello che sto facendo, al momento non mi sembra che ci siano le condizioni per commissariamento”.

Il metronomo del centrocampo di Sacchi punta con decisione alla valorizzazione dei vivai e a promuovere una cultura sportiva: “Dobbiamo ringiovanire campionato inserendo almeno 10 giocatori dai vivai italiani, siamo il secondo campionato più vecchio d’Europa. Gli italiani raggiungono le 100 partite a 27 anni, all’estero a 24. L’obiettivo è il modello tedesco: loro, pur non avendo vincoli, valorizzano il mercato interno per la crescita dei giocatori. La priorità? Il calcio nelle scuole, fare cultura sportiva: i bilanci si fanno formando giocatori buoni e vendendoli, nel nostro campionato”. Riguardo la situazione degli impianti sportivi e il relativo acquisto dei biglietti, Albertini è determinato: “Urge lavorarci subito per rendere gli stadi accoglienti: sono palcoscenico dello spettacolo del calcio, un patrimonio del Paese. La facilitazione all’acquisto dei biglietti deve essere un nostro obiettivo, all’estero è tutto più facile”.

L’ex centrocampista rossonero incalza i signori del palazzo “Io metto la valorizzazione del calcio giocato al centro del programma. Chi frena le riforme? Una governance fatta di tante rendite di posizione da difendere. Qualcuno vota Tavecchio per la persona, qualcuno per la carica. Mi sembra che lo appoggiassero senza neanche sapere il programma”.

Infine, non si lascia scappare l’occasione per una frecciatina al rivale: “La tolleranza zero che è regola nell’Nba è stata applicata. Se vogliamo chiedere ai nostri tifosi, dobbiamo anche dare l’esempio”.

E in merito l’ipotesi di commissariamento per voltare pagina, Albertini ribadisce la posizione delle quattro leghe:“Rimaniamo stupiti di fronte all’ipotesi di un possibile commissariamento. Richiamiamo gli articoli del nostro statuto, dei regolamenti e le norme che parlano chiaro. Non esiste alcun presupposto per commissariare, né di carattere formale, né di carattere sostanziale. La Federazione ha il diritto ed il dovere di determinare in modo autonomo, trasparente e democratico i suoi organismi dirigenti nel pieno rispetto del regolamento in vigore”.

Articolo pubblicato su SpazioMilan.it

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